P.R.A. Moxon: Cani da fucile

Addestramento e prove di lavoro. Londra 1971 (9a edizione). Prove Spaniel.(traduzione di Umberto Zaccarini)

 

Le prove sul terreno per gli spaniels si tengono durante la stagione di caccia, da ottobre a gennaio…. su terreni agevolmente pedonabili, dove il selvatico sia frullabile dal cane. Ogni qualvolta sia possibile si sceglie il terreno più confacente a codesto scopo, e che includa sporchi siffatti da consentire ai giudici di osservare compiutamente il lavoro dei concorrenti nonché, insieme, di accertare il loro coraggio nel folto, nell’intrico e fra gli spini. Saggine che
contengono abbondanza di felci, ginestre e rovi sono, perciò, ideali per le prove spaniel, nonché terreni di caccia abituale in cui ci siano pochi alberi e steccati, con un buon sottobosco, sono del pari confacenti. Abbondanza di selvaggina, incluse lepri e conigli, se la prova deve essere un vero test, in quanto gli spaniels debbono scovare, rispettare e riportare tanto la selvaggina di penna quanto di pelo. Una abbondanza di conigli a una prova spaniel costituisce un severo esame di correttezza per i concorrenti, e ciò è di grande soccorso ai giudici…

Due giudici e un commissario abilitati allo prove spaniel: ogni giudice avrà un cane per vol ta sotto di sé. I concorrenti sono elencati in ordine progressivo di turno dal catalogo ufficiale (normalmente per sorteggio); i conduttori portano una fascia al braccio col numero d’estrazione del loro cane. Alcuni presentano due o più soggetti per batteria. Un giudice, estraendo, prende sotto di sé i numeri pari, l’altro i dispari, e procede ai turni di prima chiamata. Quando un giudice ha visto lavorare sul terreno tutti i concorrenti della sua batteria, scambia questa con l’altra per un secondo turno di prova, in modo che ogni giudice veda ogni singolo cane al lavoro almeno una volta.

I giudici procedono in linea a circa 36 metri di distanza l’uno dall’altro, con due sparatori ai lati estremi e, normalmente un certo numero di battitori interposti. Il cane deve lavorare senza interventi del conduttore, cercando a tiro utile di fucile da lui, che si trova vicino o un poco davanti al giudice. Il giudice osserva il modo in cui il cane batte il terreno, il suo coraggio nello sporco, lo stile e la velocità. Quando un selvatico di volo o un coniglio viene levato, il cane deve restargli corretto e, se abbattuto, portare velocemente a comando in mano del conduttore, il quale attende l’ordine dal giudice prima di rilanciare. Il giudice, a questo punto, annota la rapidità con cui il cane reperisce il selvatico nonché il modo con cui lo riporta, ed esamina attentamente le prede, palpandole, per individuare segni di schiacciamento o di lacerazione. Nella prova di riporto il dente duro è uno dei difetti per cui il cane viene più gravemente penalizzato e, salvo alcuni casi eccezionali, eliminato. Prima che ciò avvenga, comunque, entrambi i giudici devono esaminare il selvatico ucciso e convenire che è stato stretto, consultando se necessario il delegato di prova. Inseguire al frullo ovvero alla caduta del selvatico sono altri errori che normalmente comportano l’eliminazione, ma se un conduttore è in grado di fermare a comando il cane prima che abbia fatto non più di pochi metri, la maggior pane dei giudici ritengono che debba trattenersi in gara, e però annotano che esso ha evidenziato mancanza di correttezza, pur essendosi arrestato per buon dressaggio ai comandi.

Talvolta accade che un cane tenti di abboccare un coniglio sorpreso al guatto o incespugliato; quando ciò capita, il giudice ingiunge al conduttore di far desistere il cane. Se ciò avviene, e il cane assume la corretta postura di seduto (o comunque di immobilità eretta) e segue con l’occhio il coniglio dileguarsi, resistendo alla tentazione di inseguirlo, nessun punto di demerito verrà attribuito al comportamento del concorrente. Ma spesso accade che il conduttore non possa far si che il coniglio schizzi via senza che lui stesso debba interporsi al cane. Questo errore è considerato grave e il cane pertanto penalizzato.

Una grande discrezionalità di conduzione si consente dalla più parte dei giudici al conduttore, che, dunque, conduce il cane a modo suo. Ma la rumorosità ingiustificata è colpita da sanzione, e il conduttore deve assolutamente obbedire a ogni istruzione che il giudice ravvisi opportuno di impartirgli.

A ogni cane si dà un terreno di turno quanto più possibile idoneo, e il giudice farà ogni sforzo per arrivare al riporto almeno di un coniglio e di un selvatico di penna per ogni concorrente. Se un cane inviato al riporto ritorna senza il selvatico, il giudice chiede al collega se desidera tentarne il recupero col cane che lui stesso sta giudicando in quel momento, e talvolta accade che diversi cani possano essere inviati a cimentarsi, specialmente se il selvatico è un veloce pedinatore che sta dando una eccezionale prova di abilita. Tuttavia il tempo è un fattore importante, e dovrà sciuparsi il meno possibile su selvatici feriti che non siano disposti a farsi abboccare.

Normalmente, il capocaccia provvede per la raccolta del selvatici lasciati indietro. Quando un giudice ha visto tutto ciò che desidera chiarire del cane, s’annota gli estremi della sua prestazione nel carnet, poi chiama il cane successivo, mentre la linea di battuta s’arresta finché il selvatico non sia conferito. Gli spettatori si tengono o dietro o a lato della linea, attorno a un addetto munito di bandiera cui compete di controllare che il pubblico non interferisca sul lavoro dei concorrenti, conduttori o giudici e, sopratutto, si ten ga a distanza prudenziale dagli spar atori.

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